Visitors Now:
Total Visits:
Total Stories:
Profile image
By Center for a Stateless Society
Contributor profile | More stories
Story Views

Now:
Last Hour:
Last 24 Hours:
Total:

Il Compra Americano Danneggia gli Americani

Saturday, November 19, 2016 9:34
% of readers think this story is Fact. Add your two cents.

(Before It's News)

[Di Sheldon Richman. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 18 aprile 2016 con il titolo Buy American Hurts Americans. Traduzione di Enrico Sanna.]

Mike Lindell, presidente di My Pillow Inc, sembra una brava persona, e a me piacciono i suoi prodotti. Ma c’è qualcosa nella sua pubblicità che mi irrita:

“Ogni componente dei miei prodotti è fabbricato in America.”

Cosa c’è che non va? Molte cose.

Primo: è vero? Lindell potrebbe anche credere a quello che dice, ma io credo che se facesse un inventario nella sua fabbrica di Chaska, Minnesota, troverebbe che molte cose sono fatte (almeno parzialmente) da altri in altri paesi. Visto che dice “ogni componente dei miei prodotti”, forse intende la cosa in senso stretto. Ma, e se prendiamo in esame ogni aspetto del processo produttivo? Se usa veicoli fabbricati all’estero per trasportare i suoi beni al deposito, l’espressione è inesatta. Se il prato nella sua unità produttiva viene tosato con un tosaerba giapponese, o se il caffè che offre ai dipendenti viene dalla Colombia, l’espressione è inesatta. In un’economia globale poche cose sono il prodotto di un unico luogo.

Ma poniamo che Lindell dica il vero. Sarebbe davvero una buona cosa? Per niente.

L’implicazione è che comprare solo componenti fatti in America è un bene non solo per quegli americani che fabbricano e vendono quei componenti, ma per tutti gli americani; per l’America nell’insieme. Ma non è così. Potrebbe essere un bene per chi fabbrica quei componenti, ma non per tanti altri americani, e questo significa che non è un bene per il paese nell’insieme.

Riflettiamo: se Lindell avesse acquistato componenti fabbricati all’estero, avrebbe pagato in dollari. Ma il venditore estero non può spendere i dollari nel suo paese, così come gli americani non possono fare la spesa pagando in yen, yuan o euro. Però i venditori esteri possono usare i dollari per comprare prodotti americani o per investirli nell’economia americana. Ultima cosa, può vendere quei dollari in cambio di moneta del suo paese, ma allora sarebbe l’acquirente di quei dollari a dover acquistare prodotti americani o ad investire negli Stati Uniti. (Il cosiddetto deficit commerciale equivale all’ammontare in dollari degli investimenti che un esportatore estero fa in America. Quel deficit non è un problema, signori Trump e Sanders).

Quindi, se davvero Lindell compra tutti i suoi componenti da americani, altri americani perdono perché ci sono vendite e investimenti che non hanno luogo. Quando si fa un’analisi economica, insegna l’economista francese Frédéric Bastiat, bisogna considerare quello che non si vede oltre a quello che si vede.

Non voglio criticare Lindell. Quello che voglio dire è che il suo messaggio implicito, Comprare Americano è un bene per tutta l’America, è falso.

Ma la politica Compra Americano di Lindell solleva anche altre questioni. I componenti americani sono più cari di quelli esteri? Se sì, cerca di scaricare i costi aggiuntivi sui clienti? In tal caso, è più improbabile che gli americani poveri comprino i suoi cuscini. Un prezzo più alto svantaggia sul mercato i suoi prodotti, oltre alla sua azienda e i suoi dipendenti. Pensa che agli americani importi la provenienza dei prodotti? Qualunque cosa dichiarino nei sondaggi, ciò che importa agli americani, a giudicare dalle loro azioni, è il rapporto prezzo/qualità. Mettiamo che Lindell dica pubblicamente: “Ogni componente dei miei prodotti è fabbricato negli Stati Uniti… così possiamo farvi pagare più della concorrenza.” Sarebbe curioso vedere la reazione.

Ma mettiamo che non faccia ricadere i costi aggiuntivi sui clienti. Magari si accontenta di un minore profitto. In tal caso, ne beneficia la fabbrica, aumenta la produttività dei dipendenti, dà una paga competitiva? Se calano i suoi profitti, ha anche meno soldi da spendere in prodotti americani o esteri e meno soldi da investire.

Ripeto: non voglio criticare Lindell. Voglio solo dimostrare che non sta aiutando l’America nell’insieme.

Ma voglio terminare con una critica. Quando Lindell vanta la sua politica Compra Americano, sembra voler far capire che gli americani sono più meritevoli degli altri. Davvero il merito di una persona dipende dall’area geografica in cui è nato?

Commerciare con perfetti sconosciuti di tutto il mondo significa cooperazione, fiducia, mutuo beneficio e pace in azione. Non è di questo che abbiamo bisogno? Drogare il commercio con divisioni nazionalistiche, per quanto sia innocente, viola quello spirito liberale che è una benedizione di valore incalcolabile per il genere umano.

Citazioni:

The Center for a Stateless Society (www.c4ss.org) is a media center working to build awareness of the market anarchist alternative

Report abuse

Comments

Your Comments
Question   Razz  Sad   Evil  Exclaim  Smile  Redface  Biggrin  Surprised  Eek   Confused   Cool  LOL   Mad   Twisted  Rolleyes   Wink  Idea  Arrow  Neutral  Cry   Mr. Green

Top Stories
Recent Stories

Register

Newsletter

Email this story
Email this story

If you really want to ban this commenter, please write down the reason:

If you really want to disable all recommended stories, click on OK button. After that, you will be redirect to your options page.